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Chissàchicomedovequandoeperchèmboldo

il giornale di Mezzacollina

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01.01.01

 

VERGOGNA!

 

TERRORE NEL NGORONGORO

Maltempo è sicuramente una espressione eufemistica.  Le tempeste che hanno spazzato il cielo e la terra, per non parlar del mare, di Mezzacollina non hanno precedenti nella storia recente della nostra comunità e, anzi, si deve tornare fino alla favolosa Tempesta Perfetta di Hoek, della banda dei VanSevoan, ammesso che sia mai accaduto qualcosa di simile, per avere testimonianza di un cataclisma paragonabile a quanto ci è capitato sulla testa in questi giorni.  Certo l’inverno è rigido e bianco di neve sulla costa settentrionale, e la primavera è piovosa ad est, l’estate è umida e monsonica a sud e l’autunno brumoso e grigio ad ovest, ma è sempre bastato spostarsi sul lato giusto dell’isola per godere del clima più favorevole: mite l’inverno a sud, limpide le giornate primaverili ad occidente, fresche e ventose le estati del nord e tranquille di maccaja e profumi di spezie misteriose le notti autunnali sulle scogliere orientali.  Ebbene, questa volta non c’è stato modo di salvar il pelo dalla pioggia, come si suol dire: il clima impazzito di quest’autunno troppo caldo e troppo lungo ha fatto scempio della nostra bella isola e non c’è da sperare in meglio per l’inverno!  Grazie, davvero grazie agli umani che hanno saputo donarci questa ulteriore palestra d’ardimento, scuola di pazienza e maestra di vita: la Tempesta Continua.

Dal faro di monte Tommasino arrivano notizie rassicuranti, per il momento: il peggio pare essere passato, e, infatti, se ne scrive, ma ieri, quando il mare si alzava a forza nove e il vento soffiava ben oltre i sessanta nodi e i lampi illuminavano decine di trombe marine e  gli scafi capovolti delle navi travolte dalla Tempesta, ieri nessuno ha osato vibrar una vibrissa!

Vergogna!

Vergogna, concittadini: a nulla varrà ricordare nei nostri canti alla luna i bei giorni trascorsi se non avremo saputo preservarne il colore e il sapore per chi verrà dopo di noi!  E mi vergogno con voi, poiché è tardiva questa accusa e troppo poca cosa di fronte alla gravità della situazione. Mi auguro, almeno, che non rimanga voce isolata e solitaria, che, almeno, possa servir a sollevar la coda e farci guardare al futuro con gli occhi stretti, come si conviene ai pari nostri, e che, infine, su queste poche imbarazzate parole, possa crescere la nostra nuova speranza.

Prima che l’Oceano ci sommerga.

M.,il mago.                             Mezzacolina, Dicembre 2000

Il tifone che ha colpito Mezzacollina nella metà dell'autunno scorso: la foto  satellitare proviene dagli archivi del "VHSAofMSDP" e, come sempre, è stata recuperata dal nostro insuperabile Cat Bond.

La spaventosa Cornucopia che ha devastato il prato di erba gatta della Signora O'Rourk, quello stesso pomeriggio. 

CRONACHE di Mezzacollina

Il perdurare del maltempo durante la stagione della pesca all'aringa ha provocato, com'era prevedibile, un incontrollabile aumento dei prezzi di questo bene primario, generando una corsa all'acquisto nella ovvia  previsione di un lungo inverno con grande penuria di cibo di qualità.

L'incremento della richiesta di merci importate, unitamente alle infinite difficoltà derivanti da quello stesso maltempo che è per esse motivo di tanto successo, hanno altresì fatto lievitare i costi di trasporto delle acciughe e delle sarde mediterranee mentre i prodotti, per così dire, di manifattura industriale, già messi in discussione a seguito dei ben noti fatti della "mucca pazza", vedono risalire le loro quotazioni, se non altro perché sono ormai l'unico genere con cui imbandire una mensa senza dover dilapidare ad ogni cena una fortuna, e molti, ahimè, sono i gatti che non hanno a disposizione, per il vitto, le cifre necessarie ad un decoroso piatto di pesce azzurro. 

Il Beatrix II è alla fonda, nella quieta baia dietro al faro di monte Tommasino, e vi rimarrà, ormai, fino alla primavera, quando le correnti e le nuvole dovrebbero concedere una sicura navigazione.

Dovrebbero, si dice; per quel che poi sarà davvero, ebbene: staremo a vedere.

 SEI NOSTRI CUGINI LEONI MASSACRATI DA MOSCONI KILLER

(Nairobi) E' di pochi giorni fa la terribile notizia della triste fine di alcuni cugini africani, aggrediti e uccisi dalle schifose bestie alate che, da quelle parti, devono raggiungere dimensioni davvero ragguardevoli. Pare che la causa scatenante tale incredibile terrore sia da cercare in una imminente mutazione del clima di portata epocale.

BSE

Muore colpito dal terribile morbo, l'encefalopatia spongiforme, anche un "ospite" di uno zoo tedesco.
Il nostro povero parente, un fiero leopardo, da molti anni prigioniero nella struttura degli umani, ha contratto la terribile malattia, pare, per aver mangiato della carne infetta. Ci permettiamo di dubitare che lo abbia fatto di sua volontà.

ADDIO A TAKUU

Scomparirà ben presto l'atollo di Takuu, isola della Papua-Nuova Guinea, a causa del costante e, si dice, inesorabile innalzamento del livello del mare.
L'incremento registrato nella zona pare essere addirittura di trenta centimetri l'anno.

ATLANTIDE

Risolto il mistero dell'antica civiltà perduta degli umani, che ancora la cercano nei posti più scemi e mai nell'unico posto dove, con qualche ragionevole probabilità, se è mai esistita, potrebbe trovarsi.
Il gatto dei vicini di casa dei Signori Flem-Ath, che preferisce mantenere l'anonimato, riferisce l'interessante notizia non senza una certa quale apprensione: Atlantide si sarebbe trovata in Antartide, e lì sarebbe a tutt'oggi, sepolta da chilometri di ghiaccio in seguito ad un fenomeno che gli umani, pur conoscendolo, si ostinano a ignorare: la cosiddetta dislocazione della crosta terrestre

Maggiori dettagli in un prossimo reportage.

 

 

MISTERO A BAHIA

Scompare l'ultimo degli Ara Blu.
Il fiero rappresentante di una stirpe di volatili un tempo numerosa e prospera sotto la volta lussureggiante della foresta amazzonica,quando la foresta c'era ancora, non dà più segni di vita da alcuni giorni.
Era previsto l'arrivo di un certo numero di compagne nel tentativo, tutto umano, di ricrearne la tribù, dopo averne causato l'estinzione, ma, probabilmente, sarà troppo tardi.