- Giovanotto!-

La voce si levò forte e chiara sul rumore del porto.

- Giovanotto, dico a te!-

- Io, signore?-

Mi voltai e vidi un gatto vecchissimo, seduto su un mucchio di vecchie reti da pescatore, con una lisca di aringa fra le zampe.

- Tu...tu sei certamente il giovane Fletcher.-

- Effettivamente...-

- Conobbi tuo padre anni fa: un gran gatto!-

- Grazie Signore...-

- E dimmi: dove te ne vai di bello?-

- Ho trovato un imbarco...-

- Anche tuo padre era marinaio... Un imbarco, hai detto?-

- Sì. Io sto per partire col Vernon III...-

- Oh oh oh... Non credo proprio, giovanotto!-

- E perchè mai? Io son qui, la nave è al molo...-

- L'Ammiragliato ha cambiato programma, giovanotto e tu non hai più quell'imbarco!-

- Non è possibile! Io devo assolutamente...-

- Come ti chiami, giovanotto?-

- Icabot Fletcher, Signore...-

Ero sconvolto!

- Icabot, certo...Tuo padre lasciò qualcosa per te, o per chi fosse venuto al tuo posto...-

- Qualcosa?-

- Un vecchio diario, roba molto antica e preziosa.-

- Non sapevo che...-

- Dove l'ho messo? Ah, eccolo! E' proprio un vecchissimo diario...-

Mi porse un quaderno nero con le pagine ingiallite dal tempo e tutte stropicciate.

- Ehmm...grazie...-

Riuscii a dire prendendolo: la copertina era graffiata e conservava ancora la traccia di un fregio d'oro.

- Ora è tuo.-

- Già...-

Avessi saputo che farne...

- Fossi stato più giovane...Ah poter rivivere le mille avventure della vita! Certamente seguirei le indicazioni del diario.-

Lo guardai stupito.

- Indicazioni...?-

- Indicazioni? Questa è la via che conduce alla Terra del'Eterna Giovinezza! Il sogno di ogni gatto! Hai in mano una grande fortuna e tutta la tua vita! E tanto per cominciare...Laggiù, oltre i magazzini del thè, è ormeggiato il Beatrix.-

- ...Beatrix...-

- Un brigantino che sta per salpare.-

- ...salpare...-

- E' abbastanza normale, sai? Lo fanno spesso!-

Mi ripresi dallo stupore appena in tempo per rendermi conto che una bellissima nave mollava gli ormeggi dietro ai magazzini e non ci pensai un secondo: quattro balzi ed ero a bordo.

Dal ponte vidi il vecchio gatto che si godeva il sole di primavera sorridendo.

- Addio!-

Urlai con tutta la voce che avevo in gola, ma non mi sentì.

Non gli avevo nemmeno chiesto quale fosse il suo nome, nemmeno come avesse conosciuto papà, e neppure come fosse possibile che l'ultima pagina del diario descrivesse proprio il mio arrivo al molo, quella stessa mattina...

Mentre la nave si allontanava verso il mare aperto lo vidi lentamente svanire, come un sogno che si dissolve all'alba, fino a che rimase di lui solo il luccichio degli occhi.

 

 

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